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martedì 21 febbraio 2012

Da Pisa a Corfù passando da Milano. Intervista a Gioia Maestro, autrice di “Magic Corner of Corfu - Chlomos”

Ci sono molti modi per scrivere la guida di un territorio. Attraverso immagini fotografiche un autore più o meno anonimo può limitarsi ad indicare al lettore mete turistiche e itinerari suggestivi. Attraverso la propria esperienza personale chi scrive di un territorio può, invece, trasmetterne l'atmosfera indossando "i panni del viaggiatore e la curiosità del pellegrino". Il libro ci indica non solo il nome e cognome dell'autore ma, in parte, anche un percorso biografico. E' il caso di Magic corner of Corfù - Chlomos della scrittrice pisana Gioia Maestro, autrice del romanzo Dall'altra parte del lago, che da quasi dodici anni si è trasferita nell'isola greca e con il suo nuovo libro ha voluto contribuire alla "salvaguardia di una memoria che appartiene a tutti e non solo alla gente del luogo". Ne parliamo direttamente con l'autrice.

Da Pisa a Milano da Milano a Corfù, prima come luogo di villeggiatura poi, dal 2001, di residenza. Con l'isola di Corfù è stato un amore a prima vista?
«Sì, quando la vidi alla fine degli anni Ottanta il primo colpo d'occhio fu decisivo. Mi ricordava moltissimo la Toscana e decisi subito che sarebbe stata la meta abituale per le mie vacanze. Ho capito qual era il motivo solo in seguito, quando da Milano, dove lavoravo da oltre vent'anni per il Comune come pedagogista, mi sono trasferita nell'isola greca. L'esilio dalla Toscana era tale anche per un aspetto di cui non ero pienamente consapevole»

Quale?
«Era un esilio dalla natura. Da quando negli anni Settanta, dopo l'università, mi trasferii da Pisa a Milano non mi ero mai resa conto di quanto fosse importante. Non si può vivere senza cielo. Quando vivi una realtà come quella di Milano tutto è nascosto dal grigiore, dallo smog, dalla rabbia, dalle incazzature quotidiane. Attraverso i  viaggi, la natura ti insegna a vedere le cose in modo diverso. Passi dal grande movimento tutto esteriore della vita quotidiana ad uno anche interiore, perché il viaggio è qualcosa anche di interiore. Se fossi rimasta in Toscana questa esigenza non l'avrei sentita in modo così forte. Forse non me ne sarei mai andata perché la realtà qui è diversa, Pisa è una piccola città circondata dalla natura»

Perché hai deciso di trasferirti da Milano a Corfù? 
«E' stata determinante la situazione politica che si era creata. Mi occupavo di educazione presso l'assessorato del Comune di Milano che era quasi un ministero, ma funzionava molto bene e aveva 30mila utenti. Dal 1994 in poi, con la vittoria del centrodestra, è stato smontato completamente, l'intero sistema di politiche sociali smantellato. Finché nel 2000, mentre ero in vacanza a Corfù,  mi arrivò un fax che annunciava la chiusura dei Centri di Educazione Permanente. Avrei potuto continuare a lavorare presso il Comune di Milano perché il posto fisso non me lo toccava nessuno. Ma non mi interessava. Ho sempre lavorato per progetti in ambito pedagogico, non per timbrare il cartellino. Così decisi di licenziarmi, di trasferirmi con il mio compagno e iniziare una nuova vita a Corfù»

E' stata quasi una scelta politica di campo?
«Direi più che altro una "scelta di scampo". La mia non era nemmeno una critica ideologica. In quel contesto il privato rispondeva più ad una logica di affari a stretto contatto con la politica, che ad una di efficienza. Avrei potuto continuare magari con un part time, stando metà tempo a Milano e metà a Corfù. Ma non si possono avere due vite, ne verrebbe fuori mezza. Così ho deciso di chiudere del tutto la mia esperienza con il Comune di Milano. Ripeto non ero interessata alla logica del posto fisso, ma a realizzare progetti in cui credevo e in più di vent'anni sono stati molti, dalla preparazione dei docenti di sostegno all'insegnamento dell'italiano per stranieri.  Negli anni Ottanta non avevo lavorato solo per il Comune di Milano, ma anche a un progetto di cooperazione multibilaterale  per l'Unesco a Santiago del Cile e a consulenze per la Regione Lombardia»

Un cambiamento radicale di vita il trasferimento a Corfù...
«Passare da una città con oltre due milioni di abitanti ad un paese di mille (vicino al capoluogo, la città di Corfù) è stato un bel salto. Venivo da luoghi che potrei definire a bassa densita identitaria. Le periferie delle grandi città, in particolare, possono essere definite solo in negativo, per quel che non sono. Al contrario l'isola ha il mare e dà un'idea di assoluta definitezza. I confini sono importanti perché sono una parte della tua stessa identità»

E ora qual è la tua attività a Corfù?
«Lavoro come guida turistica»

Per questo hai deciso di scrivere il libro Magic Corner of Corfù - Chlomos?
«Sì, ma per me è anche un tributo nei confronti di un'isola a cui, come ho detto, devo molto. Le guide che trovi a Corfù spesso sono improponibili con dati di trent'anni fa. Ci sono anche pubblicazioni molto belle ma costosissime»

La particolarità del tuo libro è che non parli solo di luoghi fisici. Geografia e storia, cultura popolare ed esperienza personale sembrano volersi fondere. Come giustamente hai scritto la tua guida somiglia "alla fotografia di un frammento di territorio", il villaggio di Chlomos nella parte meridionale dell'isola, "una sorta di istantanea della situazione sociale culturale, ed economica di un'area in transizione, in bilico tra due mondi", passato e futuro. 
«Parlo di un piccolo villaggio nella regione meridionale molto bello e non contaminato dal turismo di massa degli ultimi vent'anni. Chlomos ha la particolarità di essere un luogo dove vi è un felice connubio tra natura e cultura. Ma anche il titolo "Angoli magici di Corfù - Chlomos" vuole essere di buon augurio per continuare in futuro con ulteriori pubblicazioni sulle altre regioni dell'isola di Corfù, un territorio bellissimo, da secoli eletto come meta di villeggiatura per principi e reali europei, con una superficie che è due volte e mezzo quello dell'isola d'Elba»

La tua preoccupazione è che i mutamenti in nome del progresso possano "appannare le radici storiche e identitarie del luogo, lasciandolo in qualche modo privo di anima"...
«Sì, ma non ho una visione pessimista del futuro. Chlomos è un esempio di come anche il tanto idolatrato e imprescindibile parametro dell'economia possa essere declinato sul versante dell'ottimizzazione delle risorse piuttosto che solo su quello della massimizzazione dei profitti»

...ma nel presente, quali sono le ripercussioni a Corfù della crisi che sta attraversando la Grecia?
«Grazie alle entrate derivanti dal turismo, fino all'autunno si è retto molto meglio rispetto al resto del paese. Ora la situazione sta peggiorando anche lì. Uno dei sintomi della crisi è che non ci sono i soldi per pagare gli insegnanti»

Magari in questo momento di grave crisi per la Grecia anche contribuire ad incrementare il turismo nelle isole può essere di aiuto...Dove si può trovare il tuo libro? E' autoprodotto, non è quindi nel circuito delle librerie...
«E' reperibile presso la libreria L'Orsa minore, una nuova libreria aperta in via Coccapani, a pochi metri dall'angolo con via Palestro. Andateci, perché un buon viaggio comincia anche da lì».
Enrico Stampacchia


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